vieni un po' qua

domenica 8 novembre 2009

La poetica e il vino rosso



Poetica è la parola del giorno. Una simpatica lettrice di questo blog ha parlato della "poetica" dello stesso, dicendo che "apprezza il mio modo di scrivere, non solo grammaticalmente (meno male), ma proprio dal punto di vista poetico". Esticazzi, e lo dico come apprezzamento. Come era ovvio, visto che io sono abituato a svalutarmi, ho risposto che "scrivo a caso". Ora, non è vero che scrivo a caso. Io scrivo a caso, e poi correggo. Ieri sera, durante una bellissima conversazione con Julia, mi è stato detto che dovrei puntare più sul "a caso" e meno sul "correggo". Insomma, mettetevi d'accordo.
Fatto sta che la cosa mi ha fatto riflettere su un vecchio pallino della mia amata (non corrisposto) professoressa di Italiano al liceo (che non cito per non finire nel mirino della Polizia Postale).
"Non importa che tu sia capace di scrivere o che tu abbia qualcosa da dire. L'importante è che ci sia qualcuno interessato a leggere".
Volevo solo dire (perché questo è un post personale, se non ve ne eravate accorti) che discutendo intorno a questo principio, declinato in qualsiasi modo il vino Valpolicella ci suggerisse e applicato al disco dei miei amici Cubisti, ho passato una delle migliori serate della mia vita con due splendidi amici. Certo, non sarò uscito, non avrò partecipato agli eventi mondani che hanno reso il vostro sabato sera unico ed irripetibile come lo scorso e quello prima ancora, non avrò sentito i Massive Attack (questo perché la vita è brutta e perché Samoa è cattivo), ma mi sono ubriacato ugualmente e ho assaporato il parlare tanto quanto l'ascoltare. Sono vecchio dentro? Sì.


PS- dal prossimo post tornerò più brutale, tranquilli.

4 commenti:

paranoise 8 novembre 2009 18:07  

la cosa lì che ha detto la tua insegnante di italiano è una stronzata.

ma le patatine all'aceto balsamico, cristo, quanto mi mancano.

Federico Pucci 8 novembre 2009 18:08  

le ho fotografate solo con l'intenzione di generare invidia, fai tu che stronzo che sono.

Federico Pucci 8 novembre 2009 18:18  

ps- non ti sto a spiegare quella cosa lì, perché sarebbe come far diventare Predator vegetariano

Desiderionero 9 novembre 2009 11:18  

Attilio TORNA!


scusate, sono in umore da appelli

Sons of a hatch

C'era una volta un filologo pergameno di nome Cratete che si ruppe una gamba in un tombino di Roma.
Da questo evento traggono origine due conseguenze di ineguale importanza:
- la trasmissione della cultura greca ai rozzi romani;
- la nascita del blog lagambadicratete (non pervenuto).

Ora decidete voi quale delle due sia più importante.

Regalatemi soldi

25.3.2010 - Cratete + simonerossi + ilsamoano + commentone @ ARCI Acropolis (Vimercate)
2.4.2010 - Tre Allegri Ragazzi Morti @ Baraonda (Massa)
10.5.2010 - Daniel Johnston @ Teatro Ciak (Milano)

in lettura

zoppi come me

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