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sabato 23 gennaio 2010

Un momento piccolino come lo spazio




Io ci arrivo coi miei tempi, quasi due anni dopo la pubblicazione, quando nel frattempo è uscito un nuovo album ("Heavy Metal Fruit"): "Little Lucid Moments" è un disco pazzesco, nel vero senso della parola. Prese tutte le declinazioni della musica rock dagli anni sessanta ad oggi, i Motorpsycho non ripetono, ma proseguono il discorso: analisi contro sintesi, superficie contro profondità. Lasciatemi raccontare.

"The Alchemyst" inizia con l'angoscia dell'attesa di "One of these days" e i suoni di "Shine on you crazy diamond". Dopo aver lasciato decantare quei suoni astrali, attraversate un tunnel di aperture beatlesiane e vi trovate dentro "Teenage Riot": i Motorpsycho vogliono ribadire il concetto, pestando duro su quello stile e su quelle armonie, come se i Sonic Youth avessero lasciato qualcosa in sospeso. Ecco che arriva il ritornello: sono CSN&Y, redivivi e non ripuliti, che ti spingono a tornare un momento dai Sonic Youth per poi riprenderti per mano (maledetta forma-canzone e le sue illusioni di eternità). Una pausa, un arpeggio e una linea di basso e batteria crescente che si attesta su un ritmo di motori rombanti e "Born to be wild" ed ecco che la chitarra ritorna con tuoni frippiani a ricordarti che, in fondo, una canzone piena di idee non avrà mai tempo sufficiente per esprimersi appieno se non la lascerai dilungarsi quanto basta (e questo andrebbe riportato nella Treccani sub voce "Motorpsycho"). Attenzione, non è rock progressivo, questo è Wagner: infatti, rieccolo lì il tunnel chiamato "A hard day's night" - ringkomopsition, leitmotiv, o qualsiasi altro lemma germanico vi venga in mente - solo che non è proprio lo stesso, perché nel frattempo sei stato posseduto da Salvador Dalí che ti ha incasinato percezioni e ricordi, e vedi, no anzi, senti i Sonic Youth copulare selvaggiamente con l'informe immagine residua di quanto hai appena ascoltato per dodici minuti. E a quel punto, mentre sei ancora stordito, la canzone finisce con garbo scandinavo.

Aspetta che vado a leggere il sottotitolo sul disco: a discourse on transmutation, pennies dropping & the luminiferous aether. Appunto, come dicevo io.

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Sons of a hatch

C'era una volta un filologo pergameno di nome Cratete che si ruppe una gamba in un tombino di Roma.
Da questo evento traggono origine due conseguenze di ineguale importanza:
- la trasmissione della cultura greca ai rozzi romani;
- la nascita del blog lagambadicratete (non pervenuto).

Ora decidete voi quale delle due sia più importante.

Regalatemi soldi

25.3.2010 - Cratete + simonerossi + ilsamoano + commentone @ ARCI Acropolis (Vimercate)
2.4.2010 - Tre Allegri Ragazzi Morti @ Baraonda (Massa)
10.5.2010 - Daniel Johnston @ Teatro Ciak (Milano)

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